“I produttori dei dipartimenti d’oltremare sono molto avanti quando si tratta di ridurre la loro impronta ambientale”.

La distilleria Bellevue, sull’isola di Marie Galante, è la prima azienda eco-positiva dei Caraibi. Abbiamo parlato con il direttore del sito, Hubert Damoiseau, delle risorse necessarie per raggiungere questo status. La distilleria Bellevue, inizialmente a conduzione familiare, è partner del Gruppo Bardinet-La Martiniquaise dal 2001. Coltiva 55 ha di canna da zucchero, che coprono solo il 25% del suo fabbisogno poiché l’azienda lavora 12.000 tonnellate di canna da zucchero all’anno e produce 1,6 milioni di litri di rhum. È il secondo esportatore di rhum della Guadalupa e il terzo produttore dell’arcipelago.

Thierry Heins: Una distilleria di rhum puro succo è molto energivora poiché deve estrarre il succo dalla canna da zucchero fresca (mulini) e distillare il mosto fermentato. Come producete quest’energia? Siete autosufficienti dal punto di vista energetico?

Hubert Damoiseau: Per contenere il nostro consumo d’elettricità, abbiamo sempre puntato sull’ottimizzazione dei nostri processi. Ad esempio, per evitare l’uso di pompe che consumano elettricità, lavoriamo sfruttando la gravità. Ovviamente, dovevamo pensare anche a svilupparci. Nell’arco di 20 anni, abbiamo aumentato la produzione da 250.000 a 1,6 milioni di litri di rhum, il che comporta inevitabilmente un aumento significativo del consumo di elettricità. Le pompe, i miscelatori e praticamente tutte le nostre attrezzature funzionano ad elettricità.

Per fare un passo avanti nella nostra logica, nel 2005 è nata l’idea di una fattoria solare. L’obiettivo non era quello di diventare autosufficienti, poiché ciò avrebbe richiesto che l’energia prodotta fosse immagazzinata in batterie, e le batterie e i loro componenti non hanno un reale interesse ecologico. Nel 2007, abbiamo creato un’azienda ad hoc, in collaborazione con Akuo, specialista in questo settore. Abbiamo installato sul sito 2 Megawatt di pannelli solari che possono produrre oltre 3000MWh, mentre il nostro consumo annuale è inferiore a 1.000 MW.

Per legge, l’elettricità prodotta deve essere immessa sulla rete pubblica. Noi la riacquistiamo in uscita. Pertanto, non parliamo di autosufficienza ma di compensazione.

“Abbiamo installato sul sito 2 Megawatt di pannelli solari che possono produrre oltre 3000MWh, mentre il nostro consumo annuale è inferiore a 1.000 MW.”

Foto: Fattoria solare nella tenuta Bellevue. Spirits Selection©

Un’altra fonte di energia è il vapore prodotto dalla combustione della bagassa nel bruciatore. La bagassa è la fibra della canna da zucchero frantumata da cui è stato estratto il succo. Utilizziamo la forza meccanica del vapore in un pistone, che ha ormai 113 anni, per azionare uno dei mulini, invece di usare un motore diesel o elettrico. Allo stesso modo, sfruttiamo la forza termica del vapore per azionare le colonne di distillazione. Abbiamo abbastanza bagassa per produrre tutto il vapore di cui abbiamo bisogno. La bagassa eccedente costituisce anche un apporto di materia organica per i campi di canna da zucchero, ma forniamo bagassa anche allo zuccherificio di Marie-Galante, che ne ha bisogno.

Foto: Bruciatore della bagassa. Spirits Selection©

TH: Una distilleria di rhum puro succo produce un volume significativo di effluenti che possono essere molto inquinanti per l’ambiente, se non gestiti correttamente. Quali mezzi adoperate per ridurre la vostra impronta ambientale?

HD: Quando abbiamo inaugurato il nuovo edificio nel 2003, siamo stati la prima distilleria delle Antille a rispettare gli standard ambientali. Tutti i rifiuti vengono trattati e tutto ciò che può essere riciclato viene opportunamente valorizzato. Ad esempio, le acque di lavaggio che potrebbero contenere olio proveniente dalla macchina a vapore vengono spurgate e disoleate. L’olio viene spedito in Francia per essere incenerito. Niente torna nell’ambiente senza essere stato trattato o riciclato.

La vinaccia è un sottoprodotto della distillazione e rappresenta volumi significativi. Dalla fermentazione del succo di canna si ottiene un mosto che contiene il 5-6% di alcool che recuperiamo tramite la distillazione. Ciò significa che il 95% del volume dei tini di fermentazione è in fondo alla colonna. Questo liquido, che non contiene più alcool, viene inviato in grandi vasche poste dietro la distilleria, dove viene aerato grazie a un sistema di pompe per sviluppare una fermentazione aerobica e degradare così la materia organica. Alla fine del trattamento, l’acqua può essere riutilizzata come acqua agricola, e il fango che si trova sul fondo delle vasche viene sparso come fertilizzante sui campi di canna da zucchero con un’autocisterna per liquami.

“Tutti i rifiuti vengono trattati e tutto ciò che può essere riciclato viene opportunamente valorizzato.”

TH: Effettivamente, le vinacce, la cenere ottenuta dalla bagassa e i residui delle vasche possono essere riciclati come ammendanti per i campi. Perché bisogna trattarli prima di spanderli? Questi prodotti coprono tutti i fabbisogni della canna durante la sua crescita?

HD: La canna da zucchero ha bisogno di un certo apporto di nutrienti per crescere. In agricoltura, si ragiona in termini di apporto di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), la combinazione N-P-K.

La cenere della caldaia è ricca di potassio e viene sparsa sui campi. Le vinacce che escono dai coni dei tini di fermentazione e dalla colonna di distillazione hanno un pH molto basso, ossia sono molto acide. Non è possibile spanderle sui campi così come sono, altrimenti potrebbero acidificare il terreno. C’è un bisogno chimico e organico di ossigeno che deve essere abbattuto, ragion per cui vengono inviate nelle vasche per essere degradate e per ridurre il BOD e COD, alzare il loro pH (diminuire l’acidità) a 5.8-6, e ridurre il tenore di azoto. Prima di spanderle, è necessario seguire il piano di spandimento e rispettare i requisiti di protezione ambientale previsti. I parametri da controllare e monitorare sono numerosi, e riguardano sia i sottoprodotti (acidità, apporto NPK, metalli pesanti, ecc.) che i campi (studio del suolo, rischio di deflusso, distanza dai corsi d’acqua, ecc.).

È una questione complessa poiché il momento in cui le vinacce sono pronte per essere sparse non corrisponde al momento in cui la pianta ne ha bisogno o alla stagione giusta. Il trattamento in vasca dura dai 7 ai 9 mesi, ed è molto costoso, circa 30-40 centesimi di euro a bottiglia. Degradiamo tutta la vinaccia prima di spanderla. È indispensabile farlo poiché a Marie-Galante abbiamo solo borri asciutti. Se inviassimo nell’ambiente acque non trattate, sconvolgeremmo l’intero ecosistema.

Tutti i sottoprodotti vengono, quindi, trattati e riciclati, il che ci consente risparmiare notevolmente sugli input agricoli perché possiamo ridurre la quantità di fertilizzanti minerali che dobbiamo acquistare.

Foto: Vasca di degradazione per le vinacce. Spirits Selection©

TH: Avete iniziato a rispettare gli standard della certificazione HVE – Alto valore ambientale?

HD: Da diversi anni, abbiamo ridotto o addirittura smesso di usare prodotti fitosanitari nella coltivazione dei campi, a favore di un intervento meccanico. Utilizziamo un piccolo erpice a disco per sollevare la canna da zucchero e rimuovere le erbacce. Inoltre, riduciamo la quantità di fertilizzanti riciclando i sottoprodotti della distilleria e integrando biodinamizzanti nelle piantagioni. Inoltre, una parte della nostra superficie è coltivata applicando misure agroambientali.

Abbiamo scelto di non puntare sulla certificazione HVE perché a nostro parere, ha un valore puramente promozionale. Ciononostante, il nostro lavoro quotidiano mira a rispettare le norme HVE2.

TH: State preparando un rhum biologico. Può dirci qualcosa a proposito? Quando verrà commercializzato?

HD: Siamo stati la prima distilleria di Marie-Galante a distillare un rhum biologico. È stato distillato a febbraio 2021 ed è ancora in fase di maturazione nelle nostre cantine. Maturiamo sempre i nostri rhum per diversi mesi prima di imbottigliarli e commercializzarli. Uscirà nel primo semestre 2022. È ottenuto da canna da zucchero bianca, coltivata su un terreno calcareo ma poco argilloso. È una varietà che non coltiviamo in loco. Per motivi di controllo e di tracciabilità, non ci è permesso piantare in biologico le stesse canne che utilizziamo per la produzione convenzionale.

“Siamo stati la prima distilleria di Marie-Galante a distillare un rhum biologico. Uscirà nel primo semestre 2022.”

TH: Quali sono le sfide legate alla coltivazione di canna da zucchero biologica?

HD: Il rendimento è molto più basso, circa il 50%. È necessario aumentare la superficie per ottenere lo stesso volume della canna da zucchero convenzionale, ma i terreni agricoli scarseggiano.

Gli apporti organici di cui non possiamo fare a meno, che sostituiscono gli apporti minerali, sono molto cari e poco disponibili. Inoltre, i campi richiedono una grande manutenzione manuale, il che aumenta considerevolmente il prezzo di costo della canna da zucchero biologica. Tutto questo si ripercuote inevitabilmente sul prezzo di vendita. I fertilizzanti organici sono molto costosi. Come agricoltore, bisogna essere molto motivati per produrre biologico. Come distillatore, è più facile da integrare poiché basta inserire la lavorazione della canna da zucchero biologica in una finestra specifica. Ovviamente, ci sono dei prodotti di pulizia che non è possibile utilizzare, per esempio il solfato di ammonio non può essere utilizzato per controllare l’acidità del mosto. Bisogna fare molta attenzione allo sviluppo dei batteri. Il consumatore è pronto a pagare il prezzo, a parte su piccole quantità?

“Come agricoltore, bisogna essere molto motivati per produrre biologico. Il consumatore è pronto a pagare il prezzo, a parte su piccole quantità?”

TH: Buona domanda. Oggi, il consumatore non compra solo un “sapore” ma si interessa molto all’origine dei prodotti che acquista. La generazione dei Millenial beve meno ma meglio e cerca autenticità e varietà. Questa situazione ha creato un mercato molto affollato. Pensa che la trasparenza e la sostenibilità siano condizioni necessarie per stabilire un legame emotivo con i principali consumatori?

La sostenibilità è sicuramente una questione fondamentale al giorno d’oggi. Abbiamo una grande responsabilità sociale e ambientale. Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli? Noi ci adoperiamo per il futuro, non per fare marketing di facciata o greenwashing. Bisogna anche scegliere con cura le parole che usiamo per non rischiare di cadere nella semplificazione. Ad esempio, il termine “autentico” non significa necessariamente buono o rispettoso dell’ambiente. I produttori dei dipartimenti d’oltre mare sono molto avanti quando si tratta di ridurre la loro impronta ambientale e collaborano con gli agricoltori per raggiungere questo obiettivo. Vedremo come verrà accolto dai consumatori il nostro rhum biologico. È un rhum di grande qualità, come tutti gli altri rhum che produciamo. Avrà un gusto diverso, poiché proviene da una parcella biologica, e un prezzo più alto. Per rispondere alla domanda sulla trasparenza, basta dare un’occhiata alle specifiche di produzione dei nostri rhum IG per rendersi conto degli alti standard a cui rispondiamo.

Thierry Heins